Il notaio, presidio di legalità e di parità per l’uguaglianza dei cittadini

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cristina-stivali-notaio-d-ambrosioMaria Cristina Stivali ha parlato al Convegno di Roma del 23 marzo 2016. Di seguito la trascrizione del suo intervento e il video originale della sua relazione:

“Dovrei parlare di cosa siamo, cosa facciamo e a cosa serviamo. Di cose, insomma, che al nostro interno sappiamo, o dovremmo sapere, bene. Credo che anche chi tra i nostri legislatori ultimamente si è molto occupato del Notariato, e si è attivato per svuotarlo e smontarlo pezzo per pezzo sappia bene a cosa serviamo e abbia deciso di procedere perché l’Istituzione Notariato è una piccola rotellina, piccolissima ma fondamentale. Perché senza questa rotellina il complesso meccanismo della sicurezza dei traffici giuridico economici salta, e non esiste ingranaggio alternativo. Il che ci porta a sollevare lo sguardo dal Notariato, che ci interessa ovviamente in quanto nostro pane quotidiano e anche dei nostri dipendenti e collaboratori, ai cambiamenti della Società Italiana.

Anche nel nostro Paese, infatti, come in Europa e nel Mondo occidentale è in atto la contesa, direi la guerra, per affermare il primato dell’economia sul diritto. Di per sé sarebbe già un controsenso perché si tratta di scienze basilari ma complementari per la promozione del progresso sociale. Ma come non bastasse l’economia in nome del cui primato si vogliono sacrificare le regole e le certezze del diritto non è l’economia produttiva, che ha garantito e promosso lo sviluppo ed il progresso della nostra società apportando maggiore benessere a gruppi sempre maggiori di cittadini. Si tratta invece di finanza speculativa, capace di spostare grandi flussi di denaro ma assolutamente improduttiva. Anzi dannosa perché capace solo di drenare risorse o peggio di fare da sponda a traffici illeciti.

E allora ecco il senso della riflessione della giornata di oggi sulla Pubblica Funzione Notarile a tutela dei Cittadini e della Società. Perché la Pubblica Funzione è presidio di legalità, è garanzia di parità di trattamento e per l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. E’ controllo preventivo del rispetto delle regole. E’ certezza di conservazione e reperibilità dei contratti, ossia dei documenti che contengono e riproducono gli accordi e la volontà dei cittadini. E’ verifica della qualità della prestazione notarile per mezzo delle ispezioni biennali da parte del Conservatore agli Archivi Notarili, cui i Notai sono sottoposti dal 1913.

Prima, molto prima, che qualcuno introducesse il concetto di audit, di cui, come la pizza napoletana, in America si attribuiscono la paternità e l’esclusiva. Il tutto, non va dimenticato, senza gravare sulla fiscalità generale. La pubblica funzione è un servizio pubblico: come il servizio sanitario si occupa della salute di noi cittadini, così il Notariato, con la sua funzione di controllo e garanzia, tutela gli interessi legittimi e l’affidamento delle persone. Semplificando possiamo dire che l’atto redatto dal Notaio serve a far andare le cose come chi si rivolge al Notaio vuole, desidera e si aspetta che vadano.

Il che implica, oltre ad una specifica preparazione e formazione, autonomia ed indipendenza e la capacità e la determinazione di saper dire, a volte, di no. E mai come ora c’è bisogno di un Istituzione indipendente e autonoma che svolga funzioni di controllo e garanzia per evitare che pochi decidano per molti, indirizzando e orientando le loro scelte di vita, intromettendosi e regolandone gli aspetti più personali, e appropriandosi del frutto delle loro fatiche: casa e risparmi. Così pure sul versante societario abolire i controlli notarili sulle società non significa semplificare l’attività di impresa, ma ampliare gli spazi di manovra per disonesti e per la criminalità, marginalizzando le imprese e le aziende serie e corrette. Un’ultima considerazione il Notariato è una Istituzione Pubblica, è una Funzione Pubblica, è un pezzo dello Stato. Di quello stesso Stato che dopo aver selezionato con un Concorso pubblico, che non è un esame di abilitazione, i giovani meritevoli di farne parte vorrebbe marginalizzarli equiparando loro persone preparate e vocate a ruoli e professioni diverse. Siamo purtroppo abituati allo spreco, mi auguro e spero non ancora all’autolesionismo”.

notaio Maria Cristina Stivali – Roma

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